Caffè e salute: una tazzina di caffè per migliorare la memoria


L’abitudine mattutina del concedersi un caffè è un vero e proprio toccasana per la memoria. Aiuta a stimolare le zone cognitive del cervello.

Gli irriducibili del caffè amaro forse non torneranno sui propri passi, ma la ricerca di Josep Serra Grabulosa dell’Università di Barcellona di certo interessa anche loro: il potere stimolante della caffeina funziona meglio con un cucchiaino di zucchero. Secondo i ricercatori, infatti, la caffeina va a stimolare proprio le aree più difficili da rimettere in attività dopo il sonno: dunque, il gesto mattutino della tazzina è un vero e proprio toccasana per chi lavora.    

E in tutto il mondo questo è ormai risaputo: il caffè è infatti lo stimolante più usato in assoluto. Sembra che il consumo medio globale si aggiri intorno alla tazzina e mezza. Fra gli americani, noti caffeinomani, esso è più alto e raggiunge le quattro tazzine e mezzo. I risultati, pubblicati sulla rivista Human Psychopharmacology, suggeriscono infatti, che addolcire la tazzina favorisca il metabolismo cerebrale - il cervello è affamato di zuccheri - e questo si sposa perfettamente con l’azione del caffè. Le due sostanze “migliorano le prestazioni cognitive, aumentando l'efficienza delle due aree del cervello responsabili dell'attenzione e della cosiddetta memoria di lavoro” spiega Grabulosa. Lo studio è stato condotto su 40 volontari: la risonanza magnetica dimostra che le prestazioni complessive del cervello sono cresciute. Il cervello è più efficiente sotto l'effetto combinato delle due sostanze in quanto ha bisogno di minori risorse per produrre lo stesso livello di prestazioni rispetto a quando i volontari hanno assunto solo caffeina, glucosio o acqua.

Lo sapevate che il caffè tiene lontano la depressione? Scopri nel prossimo articolo della rubrica Caffè e salute gli effetti benefici della caffeina :)

 

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